Giappone: il rinnovato Shinzo……(23-25 ottobre 2017)

Good Morning Asia
23-25 ottobre 2017

IL GIAPPONE DEL RINNOVATO SHINZO ABE
Il Partito liberaldemocratico del premier Shinzo Abe he visto confermata il suo netto primato, la coalizione di ‘centrodestra’ al potere con Shinzo, PLD più Komeito, rimane ben salda al potere. Il maggior partito di opposizione, e seconda forza politica nazionale del Sol levante, è diventato l’appena nato Partito democratico costituzionale del Giappone.
Il ‘Partito della speranza’, di destra, conservatore e nazionalista, anch’esso appena nato per volontà della Governatrice della Prefettura d Tokio, Koire, è giunto terzo con un risultato di gran lunga meno brillante, anzi francamente deludente rispetto alla vigilia. Il Partito democratico costituzionale ha conquistato ben 55 seggi (con un bel più 40 seggi), mentre i Liberaldemocratici, pur stravincendo, hanno lasciato sul terreno delle elezioni anticipate 6 seggi (ora ne hanno 284 alla Camera bassa o Camera dei Rappresentanti), mentre i loro alleati buddisti e centristi del Komeito ne hanno 29 (meno cinque).
Insomma la coalizione di centrodestra al potere ha comunque mantenuto una fortissima posizione alla Camera bassa, ma il partito emerso chiaramente come l’outsider imprevisto della consultazione, sono i democratici costituzionali. La cosa merita più di una riflessione.
Il Partito democratico costituzionale, guidato da Y. Edano, costituiste la costola liberale e progressista del defunto Partito democratico del Giappone, DPJ. Queste elezioni infatti hanno provocato uno tsunami nel sistema politico del Sol levante, provocando la dissoluzione del locale Partito democratico. Di fronte alle elezioni anticipate, i vertici del DPJ, guidato dall’ex ministro degli esteri d Naoto Kan, un signore conservatore, avevano deciso di allearsi, anzi di fondersi con il neonato ‘Partito della speranza’, anch’esso conservatore e nazionalista, sperando di entrare in tal modo nella nuova Camera bassa sulla scia delle previsioni molto favorevoli alla formazione della Governatrice di Tokio. La costola liberale, l’ala sinistra del DPJ non c’è stata. E guidata da Y. Edano ha deciso di fondare una nuova formazione politica, il Partito democratico costituzionale, una forza di sinistra. I Democratici costituzionali infatti sono contrari all’auspicata revisione della Costituzione giapponese in senso non pacifista, la riforma insomma dell’articolo 9, voluta dal premier Shinzo Abe e che farebbe del Giappone, una ‘nazione normale’. Per contrastare Abe e le sue politiche revisionistiche, i Democratici costituzionali hanno di fatto creato un Fronte unito progressista con comunisti e socialdemocratici.
Risultato: I conservatori neonazionalisti del Partito della speranza non hanno ottenuto il risultato che speravano e con essi l’ala destra del DPJ. Mentre l’ala liberale e progressista del defunto DPJ è andata alla grande e come maggiore forza di opposizione nazionale ora potrà giocare un ruolo importante nella partita della revisione costituzionale. Il primo ministro Shinzo Abe, e la sua coalizione di centrodestra, hanno la maggioranza per modificare la Costituzione. Il punto è i suoi alleati del Komeito sono restii di fronte alla riforma non pacifista e infatti hanno chiesto il massimo consenso politico a favore della revisione stessa. E d’altra parte Shinzo Abe è consapevole della necessità di un vasto consenso per la revisione poichè dopo l’approvazione parlamentare essa dovrà affrontare il giudizio degli elettori con un referendum. La posizione di maggior forza di opposizione di un partito contrario alla riforma stessa rafforza i tentennamenti del Komeito. Shinzo Abe ora, our confermando in pieno la volontà di andare all’approvazione della riforma in tempi prevedibili, è piuttosto ‘prudente’.
Lo tsunami politico in Giappone è stato insomma rilevante: in primissimo luogo per la vicenda della riforma costituzionale che comunque vada avanti, e sicuramente il premier la porterà avanti, ha trovato un interlocutore critico imprevisto. In secondo luogo, per il cambiamento ‘epocale’ del sistema politico e dei partiti del Sol levante.ù
Prima c’era un abbozzo di alternanza fra PLD, conservatore, e DPJ, ‘di centrosinistra’, (con ‘qualche’ contraddizione, diciamo): ora c’è un PLD ‘al centro’ del sistema politico (anche se piuttosto di destra quanto a collocazione politica sostanziale) alleato con il centrista e buddista Komeito, con alla sua destra un’altra ‘alleanza’ di destra, Partito della speranza con i fuoriusciti conservatori del DPJ e il ‘Partito dell’innovazione’; e con alla sua sinistra, i progressisti, ovvero il Partito democratico costituzionale, il Partito comunista e i socialdemocratici. Questa struttura del sistema dei partiti giapponese potrebbe non essere affatto definitiva, i movimenti ‘tellurici’ potrebbero essere appena iniziati. Comunque sia, il sistema politico della terza economia capitalistica del mondo sta mutando: o in senso ‘post-alternanza’ come appare più probabile; o nel senso di una ‘nuova alternanza’ , più consona allo schema destra/sinistra, ma ciò ci appare meno plausibile. In un caso o nell’altro, le cose sanno cambiando molto dalle parti di Tokio. E in un modo non previsto dallo stesso premier Shinzo Abe.

 

(23-25 ottobre 2017)

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