Cina e Santa Sede, verso la normalizzazione (4-5 dicembre 2017)

Good Morning Asia
4-6 dicembre 2017

CINA-VATICANO…VERSO LA NORMALIZZAZIONE   Gli indizi aumentano: Repubblica Popolare e Santa Sede stanno andando verso la ‘normalizzazione’ delle relazioni bilaterali. E’ un fatto storico: ci vorrà molto tempo, probabilmente, prima dell’insediamento di una Nunziatura Apostolica a Pechino, ma la via sembra tracciata.
Nelle scorse settimane, ci sono stati una serie di segnali politici da parte di Pechino. In primo luogo, c’è stato un richiamo della televisione ufficiale cinese sull’importanza di una ‘doppia mostra’, nei Musei Vaticani e nella Città Proibita (mostre che si terranno nel marzo prossimo!). Potrebbe sembrare una piccolissima faccenda ma la definizione di una ‘diplomazia dell’arte’ (in ricordo ovviamente della famosa diplomazia del ping pong che aiutò moltissimo la normalizzazione diplomatica sino-americana) ha fatto subito rizzare le antennine politiche ad osservatori ed analisti, anche in Italia.
Poi, proprio in occasione della missione in Myanmar di Papa Francesco, un gruppo di religiosi cinesi ha chiesto al Pontefice di mettere in agenda il viaggio in Cina. Sembra con il consenso delle autorità cinesi. Siamo di fronte ad un altro segnale, piccolissimo ma significativo.
Non casualmente, un osservatore bene informato come Francesco Sisci (che un anno or sono circa ha intervistato proprio il Papa sulle relazioni Cina-Vaticano!!!), parla di una decisione politica ormai sostanzialmente presa da Pechino per la normalizzazione delle relazioni con la Santa Sede.
Pechino insomma avrebbe deciso politicamente di normalizzare le relazioni della Repubblica Popolare con la Santa Sede. Quindi è plausibile che, prima o poi a questo punto, il Papa svolga una missione, storica potremo definirla, in Cina e che poi si arrivi all’insediamento di una Nunziatura in Cina. Ci vorrà ancora tempo, ma appunto la decisione politica sarebbe stata presa.
Inutile dire che saremo di fronte ad una svolta storica, sia per l’importanza politica e culturale che ha una tale decisione di per sè, sia per i suoi effetti, incalcolabili a livello mondiale (la Chiesa di Roma com il Papa gesuita diventerebbe ancora di più un Ponte, politico e prima ancora civile, fra ‘mondo (ex)occidentale’ e ‘mondo cinese’), sia per i potenziali effetti anche sulla società cinese.
E’ noto che, da tempo, Papa Francesco e il segretario di stato Vaticano, Cardinale Pariolin (un alto diplomatico da sempre molto attento al mondo asiatico!), sono molto impegnati sul fronte cinese. Per ragioni pastorali ovviamente, essendo l’Asia un continente enorme da ‘evangelizzare’ e rispettare. Per evidenti ragioni politiche, un mondo dominato da enormi fratture economiche, sociali e politiche necessita di ponti di dialogo e di comprensione reciproca.
Ma anche per ragioni storiche: Papa Francesco, infatti, è gesuita (è il primo Papa gesuita della storia millenaria della Chiesa di Roma!!) esattamente come era gesuita Padre Matteo Ricci, una grandissimo personaggio europeo che frequentò la Corte imperiale cinese: i suoi libri sulla Cina, a tuttoggi. sono essenziali per conoscere un pochino meglio il ‘mondo cinese’. A Pechino la Tomba di Padre Matteo Ricci, restaurata, attende il suo Papa.