Il Successore di Hu Jintao è in arrivo a Washington

9 febbraio 2012

Good Morning Asia

9-10 febbraio 2012

 

1.Il ‘G2 Sinoamericano’

 

a.VERTICE A WASHINGTON                    Il Vicepresidente della Repubblica Popolare, Xi Jimping, è in arrivo a Washington, domenica prossima. Per invito del suo collega americano, il Vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden. In realtà non si tratta di un ‘semplice’ meeting fra vice: Xi infatti non è ‘semplicemente’ il deputy dui Hu Jintao, attuale Presidente cinese. Ne è piuttosto il successore designato: nell’autunno prossimo, Xi assumerà l’incarico di segretario generale del Partito, immediatamente dopo diventerà anche il prossimo Presidente della Repubblica Popolare, a tutti gli effetti il numero Uno della leadership cinese, la seconda potenza mondiale.

Quindi l’incontro di Washington, Xi sarà ricevuto il 14 febbraio alla Casa Bianca, dall’attuale Presidente degli Stati Uniti (che ad oggi secondo tutti i sondaggi ha ottime possibilità di essere riconfermato pern un secondo mandato), Barack Obama. Morale: al di là del formale protocollo diplomatico, incontro fra i vicepresidenti, siamo di fronte ad un vero e proprio summit del G2 sinoamericano. All’ennesimo summit del G2 sinoamericano.

Gli osservatori cinesi parlano di ‘segnale forte’ anche per affrontare il ‘deficit di fiducia’ che in parte sussiste tuttora fra le due massime potenze mondiali, Cina e Stati Uniti. Un deficit politico che è rinfocolato anche dalla campagna elettorale in corso negli Stati Uniti in vista delle presidenziali del prossimo novembre. Un autorevolissimo diplomatico americano, Cristopher Hill, grande esperto di Asia nordorientale ed uno dei protagonisti più rispettati del processo diplomatico coreano, ha ribadito come gli Stati Uniti non abbiano intenzione di ‘contenere’ la Cina, ‘Speriamo di rinnovare il dialogo in Asia orientale – ha chiosato molto recentemente – e di approfondire il dialogo strategico’. D’altra parte come ricordano tutti, al di là di differenze e divergenze, (‘Il rapporto Cina-Stati Uniti – dice ad esempio un osservatore cinese interpellato dalla stampa locale – è una relazione di cooperazione-competizione’), Stati Uniti e Cina rappresentano le due massime economie mondiali, e tutti sanno benissimo come la ripresa e la salute globali siano legatissime alla ripresa e alla salute di entrambe queste economie.

Xi Jimping, dopo Washington, si recherà in Iowa, stato agricolo della ‘Cintura della ruggine’ americana, e in California, lo stato della West Coast, con l’alta tecnologia più interessante d’America. (Fonte: People’s Daily).

 

 

2.EuroChina: ‘Il G2 Sinogermanico’

 

b.CONSOLIDARE LA RELAZIONE CINA-EUROPA!   La relazione Cina-Europa ha tutte le possibilità di consolidarsi, di rafforzarsi e di allargarsi ulteriormente. Ci sono tutte le condizioni per ciò, spiegano gli osservatori cinesi dopio il vertice sinogermanico con la missione a Pechino e nel Guangdong della cancelliera tedesca Angela Merkel.

I numeri d’altra parte parlano da soli: come sottolinea in questi giorni la stampa cinese, la Cina può diventare nei prossimi mesi il più importante mercato di sbocco delle merci europee, tedesche in testa of course. ‘La Cina è già – spiega uno di questi osservatori cinesi – il secondo mercato di sbocco per le esportazioni di Eurolandia, e ci sono indicazioni che nel 2012, possa per l’appunto diventare il primo mercato di sbocco’. Quindi l’interdipendenza economica sinoeuropea non solo è strettissima ma è destinata, salvo sorprese, a diventare ancora più stretta.

La crisi finanziaria di Eurolandia, poi, potrebbe fare il resto: se l’Eurozona, infatti, non prenderà una smusata, (e Angela Merkel ha viaggiato fino a Pechino proprio per assicurare di persona i massimi dirigenti cinesi sulla improbabilità di un tale esito), allora la crisi finanziaria porterà da un lato ad un aumento dell’ìntegrazione economica sinogermanica e forse sinoeuropea, e dall’altro alto ad un incremento significativo degli investimenti e della penetrazione dei capitali cinesi in Eurolandia. Due processi economici con valore politico ovvio, l’interdipendenza economica e politica fra Repubblica Popolare ed Eurolandia sarebbe destinata ad accrescersi ulteriormente.

Abbiamo detto, interdipendenza economica e politica, perchè questa integrazione economica si accompagna anche a rapporti politici importanti. In particolare fra Pechino e la più influente e potente capitale europea, Berlino ovviamente, tanto che si potrebbe parlare di un ‘G2 sinogermanico’: d’altra parte, come annota un’altro analista, stavolta nonn sulla stampa di Pechino, ‘Berlino ormai è un importante alleato informale della Cina in Europa, e Pechino è un alleato strategico della Germania in Asia’. Dunque una relazione anche politica e strategica fra Cina e Germania. Anche se l’analista ricorda come Pechino e Berlino abbiano comunque spesso differenti percezioni e visioni ideologiche che potrebbero condizionare i futuri sviluppi della loro reciproca relazione. (Fonti: China Daily, Atimes).

 

 

3.BuonGiorno India

 

c.UTTAR PRADESH, SI COMINCIA            Dunque ci siamo: l’altro ieri, 7 febbraio, è cominciato il lungo processo elettorale previsto ed organizzato dalla Commissione Elettorale, per il rinnovo dell’Assemblea legislativa dello stato dell’Uttar Pradesh. È iniziato l’altro ieri, 7 febbraio, è continuato il giorno dopo, ieri, 8 febbraio, terminerà il 3 marzo. Il conteggio dei voti, infine, è previsto per il successivo 6 marzo: a quel punto osservatori internazionali ed opinione pubblica indiana conosceranno l’esito di questa consultazione, ‘Madre di tutte le battaglie politiche indiane’ del 2012.

Come abbiamo detto e scritto più volte infatti, queste consultazioni dovranno in qualche modo misurare il grado di sostegno, il carisma, la capacità effettiva di leadership dell’astro nascente del Congresso, esponente per così dire della Quarta generazione della Dinastia Nerhu, quel Rahul Gandhi, figlio di Sonia che tutti ormai indicano come plausibile candidato primo ministro per il partito del Congresso e per l’UPA (Alleanza progressista unita, la coalizione multipartitica guidata da Sonia Gandhi, mamma dell’astro nascente).

L’Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell’India, da solo ha circa 200 milioni di abitanti, costituisce da sempre il cuore politico dell’India hindi, dell’India del nord, con la sua densità demografica, la sua cultura e la sua storia, Varanasi ad esempio ed Agra sono tutte importanti città dell’Uttar Pradesh. È anche lo stato che porta più membri del Parlamento nazionale a Delhi. Insomma il controllo politico dell’Uttar Pradesh è da sempre un fattore importante del sistema politico indiano: per alcuni decenni, dopo l’indipendenza, UP era rimasto sotto il ferreo controllo politico del Congresso. Ma con la crisi del partito, dopo l’era di Indira, segmenti sociali e castali crescenti della base del Congresso si ‘liberarono’ dalla tutela del partito della Dinastia e fondarono partiti e formazioni politiche nuove, castali per l’appunto: dal Samajwadi party, ‘Partito socialista’, espressione delle caste contadine e intermedie, al BSP, ‘Partito della maggioranza sociale’, espressione dei Dalit, per finire con tanti altri. L’egemonia del Congresso fu rotta e preso corpo l’attuale multipartitismo frammentato del sistema politico indiano.

Attualmente, era al potere a Lucknow, la capitale di UP, proprio il BSP con la sua leader, Mayawati, nel ruolo di chief minister dello stato. Il governo monocolore del BSP, il partito dei Dalit aveva conquistato da solo 206 seggi su un totale di 403 della locale Assemblea legislativa, è stato molto contestato, per la sua inefficienza e la sua corruzione. Molti osservatori ritengono che a questo punto, sia probabile una sconfitta della Mayawati e forse una vittoria del suo antagonista storico, il Samajwadi Party di Mulayam, ex chief minister dello Uttar Pradesh.

L’obbiettivo politico del Congresso e del leader della campagna del Congresso, Rauhl appunto, sarebbe quello di aumentare consistentemente voti e seggi, essere in tal modo determinanti per la formazione di una coalizione maggioritaria di governo a Lucknow, e poi dare il proprio sostegno parlamentare al governo del Samajwadi party in cambio del sostegno dell’SP a livello nazionale prima al governo di Manmohan Singh e poi alla candidatura a primo ministro proprio di Rahul. Questo è il piano, alcuni sondaggi dicono che potrebbe essere un piano vincente, ma la storia politica indiana ci consiglia molta molta prudenza nella lettura di questo ripo di rilevazioni in India.

Morale: tuttui gli osservatori e l’opinione pubblica indiana aspettano con qualche impazienza i risultati di questa consultazione. Solamente a urne aperte si inizierà a capire davvero il futuro prossimo venturo dell’India, ovvero se la Quarta generazione della Dinastia Nerhu possa davvero pensare seriamente di ascendere al potere nazionale a Delhi, garantendo in tal modo gli equilibri politici indiani, gli assetti geopolitici del subcontinente ed anche, magari, una politica sociale ed economica più inclusiva. Questo alla fin fine è il messaggio e il programma di Rahul ed è quello che, in grandissima misura, abbisogna alla democrazia e al capitalismo indiani. (Fonti: Bbc online, The Hindu).

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